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La viticoltura campana: duemila anni di storia
La Campania è stata senza dubbio uno dei primi e più importanti "centri" di insediamento, di coltivazione, di studio e di diffusione della vite e del vino nel mondo. Non a caso i migliori vini dell'antichità come il Falerno, il Greco, il Faustiniano, il Caleno erano prodotti in Campania.
L'Aglianico,
il Fiano, il Greco, la Falanghina, il Per' e palummo, l'Asprinio, la Biancolella,
la Coda di volpe, la Forastera e gli altri vitigni autoctoni coltivati in Campania
costituiscono, quindi, la naturale discendenza di questi antichi vitigni denominati
come Vitis Hellenica, l'Aminea Gemina, la Vitis Apiana, le Uve Alopeci, l'Aminea
Lanata o Minuscola, ecc.
Questo grandissimo patrimonio rappresenta la vera ricchezza della viticoltura campana, che diviene custode e valorizzatrice della tradizione vitivinicola italiana, da alcuni anni esposta, in molte zone d'Italia, al rischio di una ingiustificata esterofilia. Nei suoi duemila anni di storia la viticoltura campana ha vissuto momenti di eccellenza, ma anche periodi di difficoltà.
Oggi, dopo una fase di incertezza, la Campania si ripropone all'attenzione del mercato e dei consumatori più attenti e qualificati, andando a rioccupare quella posizione di preminenza che le compete.