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La riforma della Politica Agraria Comunitaria

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Condizionalità

Con la parola "condizionalità" si identificano tutti quegli atti (criteri di gestione obbligatoria – direttive e regolamenti) e norme (buone condizioni agronomiche ambientali) in materia di sanità pubblica, di ambiente, di sicurezza alimentare, di salute animale e vegetale e di benessere degli animali cui deve attenersi ogni agricoltore che fa richiesta di beneficiare di regimi di aiuto. Gli impegni di condizionalità devono essere rispettati su qualsiasi superficie agricola dell'azienda beneficiaria di pagamenti o premi, anche per i terreni che non rientrano direttamente nell'aiuto.

Le disposizioni comunitarie in materia di Condizionalità sono contenute nel Reg. CE n. 73/2009 del 19 gennaio 2009 (in particolare gli articoli 4, 5 e 6) " che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003" e nel Reg. CE 1122/2009 del 30 novembre 2009 che definisce gli aspetti applicativi della Condizionalità stessa.  L'applicazione di tali disposizioni comunitarie è disciplinata da specifici provvedimenti  approvati dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

L'ultimo DM è il n. 15414 del 10 dicembre 2013 che modifica gli Allegati I e II del DM n. 30125 del 22 dicembre 2009 e ss.mm.ii, relativo alla "Disciplina del regime di condizionalità ai sensi del Reg. CE n. 73/2009 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei pagamenti diretti dei programmi di sviluppo rurale". In particolare le modifiche riguardano gli atti B9 (concernente l'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari) e B11 (che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare) e lo standard 5.2 (Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua). Tali impegni si applicano a partire dall'anno 2014.

Le modifiche all'atto B9 riguardano in modo prevalente il registro dei trattamenti che "va conservato almeno per i 3 anni successivi a quello a cui si riferiscono gli interventi annotati" e "l'assenza del registro, oltre a non essere conforme per l'Atto B11, ha conseguenze anche per l'Atto B9".
Le modifiche allo standard 5.2 riguardano principalmente i seguenti impegni:

1) Divieti di fertilizzazioni. E' vietato applicare fertilizzanti inorganici entro cinque metri dai corsi d'acqua. L'utilizzo dei letami e dei materiali ad esso assimilati, nonché dei concimi azotati e degli ammendanti organici, è soggetto ai divieti spaziali stabiliti dall'art. 22 del DM 7 aprile 2006; l'uso dei liquami è soggetto ai divieti spaziali stabiliti dall'art. 23 del DM 7 aprile 2006. La eventuale inosservanza del divieto in questione viene considerata un'unica infrazione, costituendo al contempo violazione dell'atto A 4 e, in caso di adesione ai contratti agroambientali per i pagamenti di cui all'articolo 36, lettera a), punto iv), del Requisito Minimo dei Fertilizzanti. Le deiezioni di animali al pascolo o bradi non costituiscono violazione del presente Impegno.

2) Costituzione/non eliminazione di fascia inerbita. Nel caso di assenza della fascia inerbita in corrispondenza dei corpi idrici superficiali di torrenti, fiumi o canali, l'agricoltore è tenuto alla sua costituzione. I corpi idrici soggetti al presente vincolo sono quelli individuati ai sensi del D. Lgs. 15212006, i cui aspetti metodologici di dettaglio sono definiti nel DM 131/2008 e nel D.M. 8/11/2010, n. 260.

In relazione all'impegno a), le Regioni e Provincie autonome definiscono ed individuano i corsi d'acqua ai quali si applica l'impegno, coerentemente con quanto disposto dai relativi programmi di azione di cui al decreto 7 aprile 2006. In assenza di programmi d'azione, ci si riferisce al piano regionale di tutela delle acque. L'impegno a) relativo al divieto di fertilizzazione inorganica si intende rispettato con limite di tre metri, in presenza di colture permanenti inerbite di produzione integrata o biologica. Nel caso in cui, in presenza di colture permanenti inerbite di produzione integrata o biologica, si utilizzi la fertirrigazione con micro-portata di erogazione, l'impegno a), per quanto riguarda il divieto di fertilizzazione inorganica, si considera assolto.
Per quanto riguarda le deroghe sono state aggiunti i casi di corsi d'acqua effimeri ed episodici; inoltre la deroga all'impegno b) vale anche per gli oliveti e pascoli permanenti.

La Regione Campania ha recepito le disposizioni relative alla condizionalità con Delibera della Giunta Regionale n. 100 del 13 marzo 2012 ad oggetto "elenco dei criteri di gestione obbligatoria e delle norme e degli standard per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche ed ambientali ai sensi del regolamento (CE) n. 73/09 - recepimento del decreto ministeriale n. 27417 del 22 dicembre 2011 "modifica al decreto ministeriale n. 30125 del 22 dicembre 2009, recante disciplina del regime di condizionalità ai sensi del regolamento (ce) n. 73/09 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari. Allegati A e B".

E' in fase di approvazione la nuova Delibera di Giunta Regionale conseguente al DM 15414 del 10 dicembre 2013.