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TORRONE DI BENEVENTO

torrone di benevento

Apprezzato e consumato dalle classi agiate, come da quelle più povere, il torrone era conosciuto già al tempo dei Romani, come dimostrano alcuni scritti dello storico Tito Livio. Anche il poeta latino Marziale ci racconta che la cupedia era una delle specialità gastronomiche del Sannio e non a caso i venditori ambulanti di torrone vengono chiamati “cupetari”. Il termine “torrone” invece deriverebbe dal latino torreo, verbo che significa “abbrustolire”, con riferimento alla tostatura delle nocciole e delle mandorle. A Benevento, è da sempre diffusissima la produzione del torrone, attività che si è poi estesa a tutta la provincia, che negli anni si è distinta per il sorgere continuo di numerosi centri produttivi di eccellenza, come a esempio le cittadine di Santa Croce del Sannio e Montefalcone di Val Fortore. La fama del torrone di Benevento, già enclave dello Stato Pontificio, si diffuse in particolar modo nel XVII secolo, in quanto, in occasione delle feste natalizie, il prodotto veniva mandato finanche a Roma, in dono a prelati e ad alti personaggi della capitale. Non a caso nel secolo successivo una delle specialità prodotte, una vera leccornia, si chiamò appunto “torrone del Papa”. Ma furono soprattutto i Borboni nel 1800 a valorizzare la “cupeta beneventana” facendolo diventare il prodotto natalizio per eccellenza e dando avvio a una tradizione che si è tramandata nei secoli fino ai nostri giorni. Se parliamo di “Torrone di Benevento” oggi ci riferiamo a diverse varietà: quello bianco con mandorle, il torrone cupedia bianco con nocciole, quello bianco morbido con mandorle e il Torroncino croccantino ricoperto con cioccolato, tipico di San Marco dei Cavoti; questi torroni di gusti diversi condividono alcune qualità caratterizzanti: sono molto asciutti, dolci e friabili. Questi prodotti, oggi, rappresentano una risorsa non secondaria nell’economia della provincia di Benevento e hanno il pregio di utilizzare e valorizzare alcune produzioni locali minori, come a esempio il miele, rappresentando, perciò, anche un importante fattore di permanenza sul territorio. In questi ultimi anni si è verificata una riscoperta e un certo rilancio del torrone che ha reso possibile, oltre alla sopravvivenza delle vecchie ditte artigiane, la nascita di numerose nuove aziende perfettamente inserite nel filone tradizionale. Il classico torrone di Benevento è un dolce dagli ingredienti di base semplici: bianco d’uovo, miele, nocciole e mandorle. Morbido o duro, bianco o al cioccolato, alle mandorle o alle nocciole, esso è una leccornia dal sapore superiore, quasi regale. In esso, arte e tradizione, passato e presente, si fondono con armonia: la scelta delle materie prime, la lavorazione e la cottura sono svolte, infatti, con la stessa cura e dedizione di un tempo. L’utilizzo di metodi di produzione artigianali e il rispetto delle antiche ricette assicura al prodotto qualità e genuinità. L’adozione delle innovazioni tecnologiche da parte delle ditte produttrici non influenza il risultato qualitativo, ma consente anzi di creare nuovi gusti e assortimenti sempre più vari, sempre nel rispetto delle antiche ricette.

english flag As found in some scripts from Tito Livio, torrone was already known by the ancient Romans and is appreciated by all social classes. Even the poet Marziale narrated that “cupedia” was one of the gastonomic specialties in Sannio and torrone peddlers were called “cupetari”. The term “torrone” derived from Latin “torreo”, a verb that means “to toast”, referring to the toasting of nuts and almonds. In Benevento, torrone production has always been popular, an activity that extended to all the province, especially distinguished for it’s quality in Santa Croce del Sannio and Montefalcone di Val Fortore. During the 17th century torrone di Benevento, already part of the Catholic Church domain, became really popular during Christmas seasons and was even sent to Rome as a gift to high priests and important people of the city. It was not by coincidence that in the next century one of the produced specialties, a real treat, was the “torrone del Papa”. But it was really thanks to the Borbones in the 18th century that the “cupeta beneventana” was valued, they made it the Christmas sweet par excellence and it gave origin to the tradition that still continues today. There’s different kinds of “torrone di Benevento”: the white one with almonds, white torrone cupedia with nuts, soft white torrone with almonds and the crunchy torroncino covered in chocolate, typical of S. Marco dei Cavoti; they all have common traits: they’re dry, sweet and friable. These products are very important resources for Benevento’s economy and they help other local products, like honey, to continue their presence in the territory. In the last years there’s been a renewed interest and a relaunching for torrone that has helped the old artisan factories to survive and new ones to start working, perfectly integrated in the traditional style of production. The classic torrone from Benevento is made of simple ingredients: egg white, honey, nuts and almonds. Soft or hard, white or chocolate, with almonds or nuts, it’s a superb treat, almost royal. Art and tradition, past and present are mixed in harmony: the choice of the ingredients, work and cooking are made with the same dedication of old times gone. Traditional artisan methods and respect for the old recipes guarantee quality and genuiness. The production companies have adopted technical innovations that don’t alter the quality of the result and have they created new flavours and various assortments respecting the old recipes.