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Coltivazione senza suolo Pomodorino Cherry: risultati sperimentazione biennio 2003 - 2004

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RIUTILIZZO DELLA SOLUZIONE NUTRITIVA DRENATA NELLA COLTIVAZIONE SENZA SUOLO DI POMODORO “ CILIEGINO” IN PRESENZA DI ACQUA SALMASTRA

Attività e risultati del biennio 2003 - 2004

La coltivazione senza suolo con sistema aperto comporta un alto volume di reflui scaricati nell'ambiente, soprattutto se si usano acque salmastre. Il volume di reflui si può ridurre in larga misura con il sistema chiuso, che richiede però una gestione molto più impegnativa e onerosa.

foto di pomodoriniCon la subirrigazione in canaletta si potrebbe semplificare la gestione del sistema chiuso, riutilizzando totalmente la soluzione nutritiva, mentre un riutilizzo parziale potrebbe essere ottenuto con la subirrigazione da sottovaso. Il riutilizzo della soluzione nutritiva nella coltivazione senza suolo è stato studiato con una ricerca finanziata dalla Regione Campania – Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive allo scopo di individuare un sistema di gestione idoneo a minimizzare il consumo di acqua e concimi e ridurre l'impatto ambientale delle soluzioni reflue, senza pregiudizio per le rese, anche in caso di alimentazione con acqua salmastra. Nel biennio 2003-2004 sono stati condotti a Pontecagnano, presso la sede dell'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura del CRA, due esperimenti con substrato fresco, un esperimento con substrato riciclato e prove per riutilizzare i substrati in vaso, tutti con colture di pomodoro `ciliegino' (cultivar Naomi e Piccolo) in una serra climatizzata in ferro–vetro.

Con substrato fresco sono stati studiati i fattori: substrato (torba/perlite - pomice); salinità dell’acqua irrigua (acqua disponibile - acqua addizionata di 10 mM di NaCl); frequenza dell’irrigazione (alta, con soglia a 50 J/cm2 - bassa, con soglia a 100 J/cm2); pacciamatura (canaletta e vaso - solo canaletta - solo vaso - nessuna); volume residuo della soluzione al reintegro (basso, 70 litri - alto, 185 litri).

Con substrato riciclato sono stati aggiunti altri due fattori: trattamento postcoltura del vaso per subirrigazione con acqua (nessuno - per 20 giorni); profondità di trapianto (normale, zolla posta a 4 cm di profondità - profonda, zolla a 8 cm). Parallelamente, la subirrigazione per sottovaso è stata confrontata con l'irrigazione a goccia gestita secondo la pratica dell'agricoltore (percentuale di drenato inferiore a 5% in un caso e superiore a 40% nell'altro) in due aziende private (Le Campanelle di Nola e Malafronte di Scafati), mediante due esperimenti condotti nel periodo estivo-autunnale, intercalati da una o due colture.

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