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grappolo di uva

Vite: peronospora

Plasmopara viticola

peronospora della vite

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arrow TIPO DI PATOGENO: Fungo

arrow BIOLOGIA: Si conserva sotto forma di oospore presenti nelle foglie cadute sul terreno. Le zoospore vengono diffuse dagli schizzi d'acqua sui tessuti da infettare e, giunte in prossimità degli stomi, germinano e penetrano nell'ospite.

arrow ORGANI VEGETALI SOGGETTI ALL'ATTACCO: Foglie, grappoli, germogli, tralci

arrow SINTOMATOLOGIA: Il primo sintomo è la comparsa di "macchie d'olio" sulla pagina superiore delle foglie (aree decolorate, rotonedeggianti, sparse sul lembo fogliare, o ai bordi, osservabile in trasparenza). Sulla pagina inferiore, in corrispondenza delle macchie, compare , in presenza di elevata umidità, una muffetta biancastra . Nei casi più gravi si ha il disseccamento e la caduta della foglia, ed il deperimento generale della pianta. Durante la fioritura o subito dopo l'allegagione, le infiorescenze e i grappolini possono subire l'attacco del fungo, i rachidi appaiono allessati e si ricoprono di muffa biancastra. Gli acini possono venire colpiti nelle prime fasi d'accrescimento fino a circa 2 mm di diametro. Nel caso di attacchi tardivi gli acini vanno soggetti a marciume bruno e a disseccamento (peronospora larvata). Sui germogli e sui tralci erbacei la malattia si manifesta con imbrunimenti e comparsa di muffa bianca. Sui tralci lignificati la malattia determina profonde fessurazioni e desquamazioni.

arrow DANNO: Defogliazione e perdita dell'intera produzione.

Difesa fitosanitaria

Peronospora - difesa con metodo integrato

Epoca e modalità

Mezzi di controllo

Note

Chimico:
• effettuare il primo trattamento due o tre giorni prima dello scadere del periodo di incubazione, calcolato sulla base della regola dei “tre dieci”, con prodotti di copertura o citotropici;
• in alternativa alla predetta strategia, nelle zone a minore rischio, è preferibile attendere la comparsa della prima “macchia d’olio”, utilizzando, in tal caso, prodotti citotropici o sistemici;
• in pre-fioritura ed a fine fioritura, effettuare comunque due trattamenti cautelativi, anche se non è ancora comparsa la “macchia d’olio", preferendo, soprattutto nelle zone più a rischio, prodotti sistemici;
• dall’allegagione in poi i trattamenti vanno eseguiti solo se la malattia è presente in campo, o dopo piogge copiose ed in caso di prolungate rugiade mattutine, impiegando, preferenzialmente, miscele a base di prodotti di copertura e citotropici;
• in agosto, per limitare le infezioni tardive e prevenire le varie forme di marciume del grappolo, è opportuno eseguire un trattamento “di chiusura”, con formulati a base di rame.

• composti rameici
• cimoxanil
• fosetil-alluminio
• mancozeb (1)
• metiram (1)
• dimetomorf (2)
• metalaxil M (3)
• benalaxil (3)
• ditianon WG (granuli
idrodispersibili)
• famoxadone + fosetilalluminio
(5)
• iprovalicarb (2)
• metalaxil M + mancozeb
(6)
• fenamidone + fosetil Al
(5)
• cyazofamid (2)
• zoxamide + mancozeb (7)
• pyraclostrobin+ metiram (2)
• famoxadone+ cimoxanil+ rame (5)
• benalaxil M+ mancozeb (2)

(1) I ditiocarbammati possono essere impiegati fino all’allegagione e non più di 3 volte, indipendentemente dall’avversità.
(2) Al massimo 3 trattamenti annui, indipendentemente dall’avversità.
(3) Al massimo 3 trattamenti annui con i derivati fenilammidici, indipendentemente dall’avversità.
(5) Ammessi non più di tre trattamenti annui con le strobilurine, il famoxadone ed fenamidone, indipendentemente dall’avversità da controllare.
(6) Al massimo 3 trattamenti annui,
indipendentemente dall’avversità in alternativa con i trattamenti con i ditiocarbammati.
(7) Al massimo 3 trattamenti annui,
indipendentemente dall’avversità, inclusi nel numero massimo di trattamenti previsti per i
ditiocarbammati, e comunque non oltre
l’allegagione.

Peronospora - difesa con metodo biologico

Fase fenologica

da formazione dei grappolini (fine aprile) ad invaiatura

Modalità di campionamento e soglia di intervento

Campionamento: - controllare il verificarsi delle condizioni che innescano l'infezione primaria (germogli di almeno 10 cm, temperatura minima * di 10° C, 10 mm di pioggia nell'arco di 48 h).

Soglia di intervento: - effettuare il primo trattamento due-tre giorni prima dello scadere del periodo di incubazione, calcolato a partire dal giorno X (giorno in cui si verificano le condizioni postulate dalla regola dei "tre dieci"), sulla base dei dati di cui alle tabelle di Goidanich; - i trattamenti successivi vanno effettuati dopo ogni pioggia infettante (che bagni la vegetazione per almeno 2-3 h) o in coincidenza di prolungate rugiade mattutine; - in pre-fioritura ed a fine fioritura effettuare comunque due trattamenti cautelativi; - dopo l'allegagione eseguire trattamenti ogni 6-7 giorni, se la malattia è presente in campo, o solo dopo piogge e rugiade prolungate, in assenza di sintomi - da luglio (con T > 30° C) in poi intervenire solo se la malattia è presente in campo e si verificano piogge molto copiose.

Interventi complementari

  • evitare l'impianto del vigneto in zone con ristagni di umidità o poco luminose e preferire quindi zone sufficientemente ventilate;
  • controllare la sanità delle barbatelle ed acquistare sempre materiale certificato ai sensi della normativa vigente;
  • evitare cloni troppo vigorosi;
  • evitare di somministrare dosi eccessive di azoto;
  • scegliere un sistema di allevamento appropriato alla vigoria della pianta ed alle condizioni edafiche;
  • evitare impalcature troppo basse;
  • effettuare la sfemminellatura alla base dei tralci;
  • eliminare i polloni;
  • eseguire un'accurata potatura verde, curando la sfogliatura alla base dei tralci e nella zona dei grappoli, al fine di favorire sia la circolazione dell'aria che la buona penetrazione di eventuali trattamenti fitoiatrici.

Principi attivi, ausiliari e altri mezzi

• composti rameici (a) (h)

Note

Nelle fasi di maggiore accrescimento delle piante è utile miscelare al rame, per evitare che si deprima eccessivamente lo sviluppo vegetativo, prodotti a base di propoli (b). Entro la prima decade di agosto è opportuno effettuare sempre un trattamento "di chiusura" con poltiglia bordolese per prevenire le infezioni tardive (responsabili della cosiddetta "peronospora a mosaico") e per favorire un certo ispessimento della buccia degli acini, il che ostacola l'insediamento dei diversi agenti responsabili del marciume dei grappoli. In autunno somministrare letame o pollina per favorire la degradazione delle foglie cadute al suolo, nelle quali si differenziano le oospore da cui prenderà origine l’infezione primaria nella primavera successiva.

(a) la necessità d’utilizzazione di tale sostanza deve essere riconosciuta dall’organismo di controllo.
(b) possono essere impiegati in agricoltura biologica purché non vengano utilizzati come prodotti fitosanitari (circ. MIPAF n. 8990634 del 06.05.98).
(h) il limite massimo di rame metallico per ettaro consentito è di 8 kg/anno fino al 31 dicembre 2005. Tale quantitativo sarà portato a 6 kg/anno a partire dal 1 gennaio 2006;