Comunicato

Sul supplemento alla G.U. n. 162 del 15 luglio 2009 è stato pubblicato
il decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con
il quale è stata accordata alla denominazione “Carne di bufalo
campana IGP” la protezione transitoria nazionale.
L’ambito riconoscimento consentirà alle imprese produttrici di certificare
il prodotto con la denominazione proposta, per ora solo sul territorio nazionale.
Contestualmente il Ministero ha già provveduto a trasmettere la documentazione
alla Commissione UE per la definitiva registrazione del marchio.
L’IGP della Carne di Bufalo Campana è stata richiesta dagli operatori della filiera fortemente determinati a far registrare anche questa denominazione, dopo la DOP Mozzarella di Bufala Campana e della DOP Ricotta di Bufala Campana (attualmente al vaglio comunitario), in relazione al crescente interesse da parte dei consumatori verso tale prodotto. L’area di produzione è coincidente con la zona di produzione della DOP della Mozzarella.
Ad oggi è stimata una produzione di carne di bufalo, per la sola Campania, di circa 300 mila kg all’anno con un fatturato di circa 1,5 milioni di euro.
Peraltro, è noto, che il prezioso patrimonio bufalino della Campania non puo' essere limitato solamente alla produzione del latte e della mozzarella. In Campania esiste infatti un patrimonio bufalino di oltre duecentomila capi e ogni anno nascono circa 50mila vitelli maschi, di cui solo poche centinaia vengono allevati per essere utilizzati come tori da monta e poche altre centinaia vengono allevati per la produzione di carne, mentre tutti gli altri vengono soppressi. Un fenomeno che si e' verificato fino a qualche anno fa perché gli allevatori non ritenevano che la produzione della carne avrebbe dato loro un reddito adeguato. Di qui, la convinzione che l’opportunità data dal marchio IGP possa rappresentare nei prossimi anni una novità assoluta per lo sviluppo economico di ampie aree rurali della Campania, nonché possa anche creare le condizioni per un'adeguata tutela del produttore e per la garanzia verso i consumatori dei livelli qualitativi del prodotto da immettere sul mercato.
"La denominazione Igp per la carne di bufalo campana è stata fortemente voluta dalla Regione e dagli operatori di filiera - commenta l'assessore regionale all'Agricoltura Gianfranco Nappi - Il riconoscimento a livello nazionale arriva dopo l'ottenimento del Marchio Dop (Denominazione di Origine Protetta) per la mozzarella di bufala e mentre è in corso l'istruttoria Ue per riconoscere il Dop alla ricotta di bufala. Si tratta di risultati altamente soddisfacenti per le produzioni del nostro territorio, che dimostrano di poter primeggiare sia in termini di qualità che di sicurezza nei controlli".
"L'obiettivo sarà quello di raddoppiare la produzione annuale di carne e di far superare agli operatori i due milioni di euro di fatturato - ha aggiunto l'assessore Nappi - Siamo convinti che, sfruttando al meglio le opportunità e potenzialità connesse al Marchio Igp, si possano creare le condizioni ideali per sviluppare economicamente le aree rurali, mantenendo altissime le condizioni di tutela per produttori e consumatori".