
Napoli, 15 maggio 2009
Pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale europea odierna (15 maggio C111/21) la domanda di
registrazione della denominazione “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio
DOP”, ai sensi del Regolamento comunitario CE n. 510/06 relativo alla
protezione delle denominazioni d’origine tipiche dei prodotti agroalimentari.
Sta per concludersi quindi il lungo iter per il riconoscimento dell’ambito
marchio comunitario, avviato dall’omonimo Comitato promotore nel 2003.
Trascorsi infatti sei mesi dalla pubblicazione ed in assenza di eventuali opposizioni
da parte degli altri Paesi membri, la Commissione europea renderà definitiva
la registrazione della DOP, la nona della Campania, la terza tra le produzioni
ortive dopo quella del pomodoro San Marzano e del Cipollotto Nocerino.
Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio sta per aggiungersi quindi alle altre denominazioni campane proposte ai sensi del Reg. 510/06. Ad oggi, sono 16 i marchi IGP/DOP campani riconosciuti dalla UE e una decina che sono ancora in fase di istruttoria.
Ampia
soddisfazione è stata espressa dagli operatori della zona vesuviana
e in particolare dal Comitato promotore della DOP. Stesso apprezzamento è espresso
anche dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e alle attività produttive
che ha sostenuto ed affiancato, attraverso il Settore SeSIRCA e lo Stapa-Cepica
di Napoli, il Comitato promotore durante tutta la fase preliminare ed istruttoria.
L’area geografica di produzione del Pomodorino del piennolo del Vesuvio è ristretta a 18 comuni della zona vesuviana, quasi tutti ricadenti nell’area del Parco nazionale del Vesuvio. Prodotto tipico napoletano, esso è apprezzato sul mercato sia allo stato fresco che nella tipica forma conservata in appesa o al “piennolo”, antica pratica di conservazione delle bacche fino alla fine dell’inverno. La superficie stimata è di circa 480 ettari (10% circa della Sau seminativi dell’area), con produzioni annuali di circa 4 mila tonnellate di prodotto fresco. Difficile determinare un fatturato medio, stante il mercato molto diluito nel tempo (da luglio a maggio dell’anno successivo) che comporta un prezzo di vendita molto diverso del prodotto (da 1 ad oltre 4 euro al chilogrammo).
Sarà l’ISMECERT di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.